I segreti del mestiere

Parliamo di… leghe dell’argento


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fusione+argentoCercherò brevemente e per la spicciola di illustrare in qualche modo il variegato mondo delle leghe dell’argento.

Intanto è bene premettere che, per le sue qualità di alta malleabilità e pastosità, l’argento puro (fino) non si presta in modo ideale alla lavorazione. Così, fin da tempi remoti, l’uomo lo ha legato (cioè miscelato, unito), mediante il processo della fusione, ad un altro metallo più duro, il rame puro.
La lega che ne viene fuori conferisce maggiore durezza all’argento, mantenendo le sue caratteristiche di preziosità, lucentezza, lavorabilità ed igiene.

Le leghe usate nella lavorazione dell’argento possono essere e sono state le più svariate, Attualmente però in commercio se ne trovano essenzialmente due. Vediamole nel dettaglio.

La prima è quella dell’ARGENTO 800, una lega di origini italiane che viene usata grossomodo in tutti i paesi neolatini. Questa lega contiene 800 parti di “fino” (argento) e 200 parti di rame. Il vantaggio di questa lega è una maggiore durezza e lo svantaggio principale è il fatto che si ossida più facilmente (ciò è dovuto all’alta presenza di rame, ma il fatto non deve spaventare visto che, come vedremo tra qualche nota, l’ARGENTO E’ FACILE DA PULIRE). L’uso di questa lega è consigliabile per manufatti di notevoli dimensioni (vasellame, posateria, oggettistica, soprammobili) ma è sconsigliabile, anche se non del tutto, per i gioielli.

La seconda lega è quella dell’ARGENTO 925 o STERLING, una lega di origini inglesi che viene usata grossomodo in tutti i paesi anglofoni per l’argenteria e in tutto il mondo (anche nell’Officina del Conte Ruggero) per i gioielli. Tale lega contiene 925 parti di fino (argento) e 75 parto di rame. Il vantaggio di questa lega è una maggiore lucentezza e una minore ossidabilità, tuttavia continua ad essere molto più pastosa.

Inutile dire che l’argento 925, proprio per la maggiore percentuale di fino è più prezioso e costoso dell’argento 800.

DIFFIDIAMO DA SEDICENTI DICITURE

Esistono in commercio prodotti di pseudo argenteria che riportano svariate diciture con tanto di marchi, il consiglio è quello di starne alla larga. Diciture infatti diverse dall’800 o dal 925 sono indice di un basso o nullo contenuto di argento, nomi pomposi che servono solo a nascondere la bassa qualità del metallo.

Argento 1000, ArgentONE, Argentone, Silver, Argento Indiano, sono tutte diciture che, nella migliore delle ipotesi, riguardano un oggetto di metallo non prezioso ma argentato in superficie, ma questo, ripeto, nella migliore delle ipotesi.

Dunque il consiglio è: meglio un bel vassoio, una cornice, una scatola, un gioiello, in rame che non in argentone o simili, per lo meno sapete cosa comprate.

Diverso è il caso del cosiddetto SHEFFIELD che è una tecnica inglese per far fronte alla carenza di argento fino al XVIII secolo circa, nata nella città di Sheffield. Manufatti di questo tipo però, in genere non sono più ormai in produzione, dunque anche la dicitura “Sheffield” applicata ad un manufatto contemporaneo è dubbia, mentre se è applicata a un manufatto vecchio, si riferisce alla tecnica inglese.