Impegno e talento per guardare al domani

In questo articolo parlano anche di noi come esempio di impegno e talento giovanile.
Buona lettura.

Di Carlo Climati (Rivista “Rogate ergo”, n. 4/2014)

923141_617347974986343_326633707_nIl talento è quel dono innato che appartiene ad ogni essere umano. E’ una specie di predisposizione, di tendenza a saper fare bene qualcosa.
Quando si parla di talento, non bisogna pensare solamente all’arte o a qualche importante professione. Il talento può essere espresso in ogni azione della nostra vita: dalla realizzazione di un quadro d’autore alla preparazione di una bella torta che sarà esposta nella vetrina di una pasticceria.
Tutte le persone hanno la stessa dignità. Nessun talento è più importante dell’altro. Ogni essere umano deve avere l’opportunità di trovare il suo posto nel mondo e di esprimere al meglio le proprie qualità.
Il primo ambiente in cui il talento più fiorire è sicuramente quello della famiglia. I genitori possono accorgersi delle qualità del proprio bambino e contribuire a svilupparle.

Una storia bellissima è quella del pianista Michel Petrucciani, colpito fin da piccolo da una grave malattia. Suo padre, chitarrista, si rese subito conto del talento del figlio e lo aiutò a studiare musica.
Nonostante le difficoltà, Petrucciani riuscì a diventare uno dei più grandi artisti jazz di tutti i tempi. Nel 1997 suonò anche davanti a Papa Giovanni Paolo II, in un concerto in occasione del Congresso Eucaristico di Bologna.
Spesso il talento è anche un’occasione per offrire al mondo messaggi importanti e ricordare che qualunque sogno, con la buona volontà, può essere realizzato.

E’ il caso di Michele Di Rocco, il primo pugile rom italiano ad essere diventato campione europeo. In un’intervista rilasciata al giornalista di “Avvenire” Massimiliano Castellani, Di Rocco ha dichiarato: “La mia esperienza insegna che si può essere Rom, Sinti, Kale, Manouches e Romanichals, tante sono le nostre etnie zingare, e condurre una vita regolare, fatta di sacrifici e di lavoro onesto che poi porta a dei risultati importanti, come le mie vittorie sul ring”.
Michele Di Rocco è un modello per tanti giovani. Un esempio di speranza e di amore per la vita, soprattutto per le minoranze etniche che lottano ogni giorno contro il pregiudizio e l’emarginazione. “Ci sono tanti talenti del pugilato tra i rom – ha detto ad “Avvenire – E io vorrei vincere un titolo mondiale e con i soldi della borsa poter aprire una palestra per tutti quei ragazzi in difficoltà e alla ricerca di riscatto”.

Un’occasione preziosa per far conoscere il proprio talento è sicuramente il mondo di internet. Con un buon uso di blog, siti e social network, è possibile raggiungere più facilmente le persone e creare ponti con il mondo intero.
Un caso interessante è quello del giovane orafo palermitano Mirko Noto, che ha dato vita ad ad un blog seguitissimo, “L’Officina del Conte Ruggero” (https://officinadelconteruggero.com/) e a una pagina di Facebook in cui pubblica le immagini delle sue opere.
Palermo, nei secoli passati, è stata la capitale della lavorazione artistica dell’argento, ed è a questa tradizione secolare che si ispira il giovane Mirko. Il nome del suo blog, “Officina del Conte Ruggero”, nasce dalle Nobiles Officinae, laboratori all’interno del Palazzo Reale di Palermo che producevano oggetti preziosi di altissima qualità. Attive sotto i Normanni, probabilmente affondano le loro radici in un passato ancora più remoto.

Ciò che unisce le tre storie appena elencate è un filo conduttore comune: la cultura dell’impegno, del sacrificio, la voglia di darsi un futuro e di non fermarsi di fronte ai possibili ostacoli.
Viviamo in tempi di crisi economica. Qualcuno potrebbe pensare che per i giovani sia difficile far emergere il proprio talento in un’epoca come questa. Ma il vero ostacolo non è la crisi dell’economia. E’ la profonda crisi di valori che la nostra società sta attraversando.
Non basta, infatti, avere talento. Ogni talento personale dev’essere coltivato e alimentato attraverso l’impegno, il sacrificio, la costanza e la volontà di migliorarsi ogni giorno.
Spesso capita di vedere i grandi campioni dello sport che compiono imprese importanti. Viene naturale dire: “Quel calciatore è un grande talento”. Ma ci siamo chiesti che cosa c’è dietro le sue vittorie? Come si può arrivare ad esprimersi a certi livelli?
Dallo sport possiamo apprendere una grande lezione di vita. Se un atleta vuole conquistare un trofeo, non ha alternative. Sono necessarie, per forza, ore di sudore e di allenamento.

Questo buon esempio è utile anche nella vita quotidiana. Può aiutare i ragazzi a valorizzare un sano spirito di sacrificio. Sappiamo bene quanto sia importante questa mentalità in un mondo come quello di oggi. Purtroppo si sta facendo di tutto per cancellare la parola “sforzo” dal nostro vocabolario, per sostituirla con una desolante non-cultura del “Voglio tutto e subito”.
La responsabilità è anche di certi mass media. Negli ultimi anni i peggiori maestri dei giovani sono stati i cosiddetti “reality show” televisivi, programmi in cui le persone si lasciano spiare dal pubblico, ventiquattr’ore su ventiquattro,
Sono questi i principali diffusori della non-cultura del non-impegno. Spingono i giovani a credere che persone che non sanno cantare, non sanno recitare, non sanno ballare e, a volte, non sanno neppure parlare, possano improvvisamente diventare ricche e famose.
Secondo questo tipo di non-cultura, nella vita non servirebbe a nulla studiare, faticare, impegnarsi per raggiungere un obiettivo. Basta essere scelti per apparire davanti alle telecamere ed esprimere, a volte, il lato peggiore di se stessi.
Nello sport, fortunatamente, certe scorciatoie non esistono. L’allenamento, il sudore e lo sforzo personale sono elementi essenziali, irrinunciabili. Qualche volta anche un po’ di fortuna può aiutare. Ma senza una solida base di impegno quotidiano non si va da nessuna da parte.

E’ soltanto così che il talento può farsi strada nel mondo di oggi. Ma i giovani, spesso, sono bombardati dai cattivi esempi della televisione. Si moltiplicano, sul piccolo schermo, le esibizioni di personaggi mediocri: attori e attricette volgari, pseudo-ballerine di basso livello, che si limitano a ripetere pochi movimenti a tempo di musica, giornalisti aggressivi, superficiali ed impreparati, pronti ad urlare e ad insultare.
Il vero artista, nel vero senso della parola, è colui che alimenta il proprio talento impegnandosi, provando e riprovando, sforzandosi crescere quotidianamente. Trascorre giornate intere nell’intento di migliorare le sue capacità e la sua tecnica.
Oggi, invece, per raggiungere il successo, si cercano continuamente scorciatoie. Non conta l’impegno. La cosa più importante è mettersi in mostra, apparire, sembrare.

Guardiamo ciò che sta succedendo nel mondo della musica. Dopo l’avvento dei video musicali, i cantanti non possono più limitarsi semplicemente a cantare. Devono anche costruirsi un’immagine, fare scena, inventarsi ogni giorno un aspetto che possa attirare l’attenzione.
Anche questo è un messaggio decisamente negativo per i giovani. Un vero talento non ha bisogno di ricorrere a trucchi o effetti speciali. E’ già talmente evidente, che si presenta da solo. Il suo “biglietto da visita” non è una finzione, una maschera o una caricatura. La sua bellezza sta tutta nella normalità.
Invece, oggi, i cosiddetti “artisti” hanno la necessità di ricorrere a qualcosa di speciale e di insolito per riuscire a farsi guardare o ascoltare. Pensiamo, solo per fare un esempio, a certi personaggi blasfemi che offendono il sentimento religioso delle persone. I loro trucchetti sono ben noti.

Forse conquisteranno cinque minuti di celebrità. Ma dietro la loro immagine c’è il nulla più assoluto.
Insomma, anche nel terzo millennio la strada da percorrere è una sola: quella dell’impegno. Ogni talento ha bisogno di sforzo e di sacrificio. Riscoprire e alimentare una sana cultura dell’impegno significa costruire strade nuove per offrire un futuro a tantissimi giovani.

Climati Articolo Talenti

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