Arte, storia e curiosità

Nani ed Elfi ai tempi di Conte Ruggero


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Gli appassionati del mondo di Tolkien non si fermano a leggere Il Signore degli anelli o Lo Hobbit, e a loro non basta nemmeno avere qualche riproduzione dei gioielli apparsi nelle trasposizioni cinematografiche e che si possono trovare nei negozi dedicati agli appassionati fantasy. No, loro vanno oltre, si rivolgono a L’Officina del Conte Ruggero per farsi realizzare qualcosa di completamente nuovo, unico e personalizzato.

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«Bilbo, ragazzo mio, va’ a prendere la lampada e illuminiamo un po’ questa!». E alla luce di una grossa lampada dall’ombra rossa, spiegò sulla tavola un pezzo di pergamena che somigliava molto a una mappa. «Questa fu fatta da Thror, tuo nonno, Thorin», disse Gandalf: «È una pianta della Montagna» […] «Vedete quella runa sulla parte orientale e la mano che la indica dalle altre rune? Questo è il segno di un passaggio alle Sale Inferiori», disse lo stregone.

Chi ha letto Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien ricorderà questo passaggio chiave di tutta l’avventura di un Hobbit in mezzo ad una banda di Nani e ricorderà le rune naniche sulla Mappa di Thror.

normal_thcc_dwalin_03 (1)Le rune naniche, il Cirth, non sono un’invenzione di Tolkien, ma il professore prese in “prestito” l’alfabeto runico, il fuþark, delle antiche popolazioni germaniche (in questo link potete leggere qualche curiosità in più sulle rune germaniche), utilizzando in particolare le rune anglosassoni, come scrive lui stesso in una lettera: «Quelle usate da Thorin e compagni, per scopi speciali, erano comprese in un alfabeto di trentadue lettere (nella sua piena applicazione) simile, ma non identico, alle rune delle iscrizioni anglosassoni.»
Tolkien spiegò che «Le rune erano lettere antiche, originariamente ottenute intagliando o graffiando legno, pietre o metalli, ed erano pertanto sottili e spigolose. Al tempo di questa storia solo i nani ne facevano uso regolare, specialmente per documenti privati o segreti. In questo libro le loro rune sono sostituite dalle nostre antiche rune, che ormai sono note solo a poche persone».

Diversa storia, invece, per la scrittura elfica del mondo immaginario creato dal nostro professor J.R.R. Tolkien che, infatti, inventò le lingue, la grammatica e i segni grafici delle varie popolazioni elfiche. In particolare l’alfabeto elfico più conosciuto è il Tengwar usato da diverse lingue, tra cui il Quenya o Eldarin, l’Alto Elfico (in qualche modo il corrispondente del nostro Latino, adoperato dagli elfi nelle cerimonie e in antiche saghe e canti), ed il Sindarin.

Lettere elfiche
Cirth
Rune naniche

Non ci addentreremo oltre nella conoscenza di queste lingue inventate, ma ci basti distinguere le lettere elfiche dalle rune naniche cesellate su questi gemelli in argento per la camicia di un tolkieniano che si è rivolto a noi per farsi “incidere” le sue iniziali.

Gemelli in argento con
Gemelli in argento con “incise” (cesellate) due rune:
la runa elfica “ungwe” e la runa “nanica” corrispondente alla nostra G